Su Quaderni d’Altri Tempi, Luca Giudici con la consueta precisione ci regala una lettura approfondita di Tu uccidi, mettendo in luce moltissime delle cose che abbiamo cercato di raccontare in questo saggio.

“Il volume pone questioni piuttosto specifiche, già a partire dal titolo. Ricordiamolo: Tu uccidi. Come ci raccontiamo il crimine. Il lettore viene quindi immediatamente coinvolto, gli autori gli si rivolgono direttamente, e con una certa durezza: Tu uccidi. È una imputazione grave, diretta, un preciso riconoscimento di responsabilità (oltre a un riferimento esplicito al noto romanzo di Giorgio Faletti) che si accosta a quel noi che segue. Difatti il sottotitolo pare una sorta di spiegazione: in quale modo noi raccontiamo il crimine. A chi lo raccontiamo?”

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