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Le camicie giambrune

di Paola Ronco

Esistono un tempo e una modalità per aiutare le donne ad affrontare i pericoli che ahimè ancora oggi, anno del signore 2023, si ritrovano tra capo e collo, come se fossimo ancora non dico ai tempi del ratto delle Sabine o del sacco di Roma, ma anche “solo” negli anni Sessanta.
Esiste un passaparola che va dalle madri alle figlie e poi, quando si appartiene a collettivi o anche solo si frequentano gruppi di amiche, si affina nei dettagli.
Attenta che a quell’incrocio c’è sempre il tizio con le mani nella patta. Mandami un messaggio appena entri in casa. Facciamo questo tratto insieme che ieri ho visto due tizi che non mi piacevano. Stanotte magari resta a dormire qui che è troppo tardi.
E poi le cose che, davvero, dovremmo sapere di più. Cerca di ficcargli le unghie negli occhi. Cerca di colpire forte alla gola. Cerca una palestra che ti ispiri in cui ti insegnino a calciare forte nelle palle e correre via. Cerca, prima di ogni altra cosa, di restare viva.

Queste sono le cose che cerchiamo di insegnarci dalla notte dei tempi. Da quando siamo diventate preda come gli animali.
È un modo di prenderci cura, perché purtroppo là fuori ci sono delle merde che pensano che tu sia una cosa inanimata e a disposizione.
Questa, attenzione, NON è assolutamente la cosa che ha detto il compagno della presidente del consiglio.
Quello che ha detto lui può suonare simile solo perché ormai stiamo perdendo l’abitudine di capire i toni e i sottintesi. Quello che ha detto lui è la solita merda di chi se ne sbatte che là fuori ci siano le bestie, perché nel bel mondo di una volta che tanto manca ai generali è sempre stato così. È la merda di chi dice che in fondo te la sei cercata, e che bastava non bere, non uscire, non respirare. Bastava non urlare così tanto, che si dà fastidio.
Qualche tempo fa in Israele, in seguito a una serie di aggressioni sessuali molto violente, in parlamento c’è stato un dibattito sulla possibilità di invitare le donne a non uscire la sera, proponendo un coprifuoco. Beh, a quanto pare la premier Golda Meir disse chiaro e tondo che semmai sarebbero stati gli uomini a non dover uscire, dato che erano loro gli aggressori.
Questa, esattamente questa, è la prospettiva che dovremmo tener presente da ora in poi.
Meno predicozzi, più autodifesa sana. Smascheriamo questa melma nauseante, una volta per tutte. 

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