1–2 minuti

to read

«Come fate a scrivere insieme?»

di Antonio Paolacci

A 31 anni ha già pubblicato un libro nella collana di Einaudi diretta da Elio Vittorini. Un anno dopo questo esordio, e cioè nel 1952, alcuni amici gli presentano un ragazzo di qualche anno più giovane, che vive e lavora a Parigi come traduttore. I due si stringono la mano per la prima volta in un bistrot della capitale francese e per il momento la cosa finisce lì.
Si incontrano di nuovo solo cinque anni dopo a Torino, proprio alla Einaudi. Quindi iniziano a scrivere degli articoli insieme. Dopo qualche anno, scrivono a quattro mani un romanzo formidabile, La donna della domenica, e poi continuano con altri libri e articoli. Dirigono collane, curano antologie, sempre insieme. La loro doppia firma entrerà nella storia della letteratura di questo paese come fosse un nome solo, identificata cioè con una voce unica, originale e sempre acuta.
Smetteranno di essere in due solo dal 5 agosto 2002, quando Franco Lucentini si toglierà la vita prima che possa farlo il cancro.
Oggi sono 21 anni fa esatti.

Per tutta la loro storia professionale, Fruttero & Lucentini si erano sentiti ripetere ossessivamente la stessa domanda: «Come fate a scrivere insieme?»
“Ora che è uscito un romanzo senza la doppia firma” dirà Carlo Fruttero in un’intervista del 2006, “la domanda ritorna, inesorabile: «Come hai fatto a scrivere da solo?»”

Lascia un commento

Scopri di più da Paolacci & Ronco

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere